Visto che son nel dubbio e faccio m'ama o non m'ama quasi quasi mi faccio la Margherita.
♪ Acaricia mi sueño el suave murmullo de tu suspirar
Cómo ríe la vida si tus ojos negros me quieren mirar" ♪
(Accarezza il mio sogno, il soave mormorio del tuo respirar. Come ride la luna
se i tuoi occhi neri desiderano guardarmi)
Capita di voler bene a una persona e capita anche di non sentirla più. Non perchè non si vuole più bene ma solo perchè capita. Da quando non ti sento più però cammino senza senso e tutto mi pare naturale frutto dell'inerzia.
♪ Y si es mío el amparo de tu risa leve que es como un cantar
Ella aquieta mi herida, todo, todo se olvida. ♪
(E se è mio il rifugio del tuo lieve sorriso
che è come un cantar, lei quieta la mia ferita Tutto, tutto si dimentica)
Succede esattamente come quando dopo aver vissuto anni interi a lamentarsi perchè la fila al supermercato è troppo lunga, lo smalto si è scagliato e l'ascensore non funziona si decide di fare un viaggio e si vedono i bambini che muoiono. Si pensa di non poterli più dimenticare...gli sguardi intendo. Invece lo si fa!
♪ El día que me quieras la rosa que engalana se vestirá de fiesta con su mejor color, al viento las campanas dirán que ya eres mía y locas las fontanas se contarán su amor. ♪
(Il giorno che mi desideri la rosa che adorna si vestirà a festa con i suoi migliori colori al vento le campane diranno che sei già mia e pazze le fontane si racconteranno il suo amor)
E visto che tutto cambia io proseguo nel mio dolce errore. Perchè è oggi che possiamo chiamarlo errore. Domani chissà..potremmo chiamarlo Vita, Amore o Tutto. Potremo dimenticarlo curarlo vederlo vincere e stracciarlo ancora ma non potremo dire di non averle provate tutte.
♪ La noche que me quieras desde el azul del cielo as estrellas celosas
nos mirarán pasar y un rayo misterioso hará nido en tu pelo luciérnaga furiosa
que verá que eres mi consuelo ♪
(La notte che mi ami dall’azzuro del cielo le stelle gelose ci guarderanno passare e un raggio misterioso
farà nido dei tuoi capelli lucciola furiosa che vedrà che sei la mia consolazione)
Perché se non si è innamorati di una persona, di qualcosa, di un momento beh...allora l'intera vita sembra un passatempo e noi sciocchi che aspettano.
Penso ancora a te
Incredibile come anche e soprattutto ciò che non piace resti dentro.
"When you're gone" mi è venuto in mente e subito l'ho associato ad un bicchieretto di Estathè che avevo appoggiato su una volkswagen. Sarebbe stato più bello se fosse stata vecchia. Sia la canzone che la Volkswagen e, a ben pensare, anche quella ragazzina ingenua che piangeva perché per la prima volta lui non la vedeva. Non l'aveva mai vista forse ma per la prima volta, lei lo sapeva.
E ora io/lei ci troviamo di nuovo così no?
A parlare di ciò che non ha senso perché dispiace ammettere che dispiace sentire che qualcosa non va. Come faccio a raccapezzarmi io.
Conosco delle tue chiese odorose quanto tu sai del mio estathè storto con sopra una scritta di kajal.
Amico mio...io ti ho perso. però non avrei voluto. Insomma sai che cosa sarebbe bello fare? Parlare chiaro come quella volta che aspettavamo il sushi. Non te ne ricordi lo so ma non devi/dovresti. Non è grave. Non è grave come non è grave niente. Perchè per divendere questa roba che ho dentro da un aborto spontaneo ho preferito convincermi che nulla è grave.
Nulla è grave.
Nulla è grave.
Nulla grava
su
di
me.
Amico mio io ti amo. Vaffanculo.
Mi vien da ridere perché io continuo a fare la tua conoscenza ostinatamente e tu come è logico che sia ti affidi alla forza più grande che ogni legame dimostra: La capacità di sfumare e scomparire.
Se non fosse per il fatto che da questo imbottimento rosa che mi circonda vedo una finestra accesa del palazzo di fronte mi sarei già messa a dormire. Ma la vedo.
Storie da film drammatico italiano sceneggerebbero un genitore che ha appena perso il figlio ma che non riesce a convincersene e per questo continua a cucinare per lui, comprare vestiti per lui, mettere il posto a tavola per lui, sfasciare e rifare il letto per lui.
E se questo mi può avvicinare alla santità, con il mio usuale fare da vittima continuerò a convincermi che posso essere indipendente anche per (lacrime) amare.
Continuo a coltivare.
Sai che c'è? Il solito.
Ti amo Vaffanculo.
Un modo nuovo per dire quello che sento non riesco a trovarlo.
Dovrei inventare un modo nuovo. Non basta scrivertelo, non basta recitartelo.
Dovrei infilarmi le dita tra due costole e tirar fuori quella gelatina rosa.
"Ecco, guardalo è l'amore"
Vorrei riuscire ad annusarlo a volte. A modellarlo mentre apparentemente ebete il mio sguardo si posa su un punto lontanissimo.
Starei bene ad avercelo. dentro o in mano che sia.
Sarebbe bello riuscire a trovarlo questo piccolissimo pertugio dal quale esce l'amore. Risolverebbe un sacco di problemi. Basterebbe buttarci dentro un occhio e vedere se c'è. Soffiarci dentro per capire se fa le bolle o se invece fa da cassa da risonanza ad un suono di Pan.
Utile quel vuoto.
Il vuoto è predisposizione.
Il vuoto è quello che c'è intorno a qualcosa che un giorno, all'improvviso si accende.
Se vai in fondo a via Canonica davanti alla fermata della 57 te ne renderai conto. Lo spazio vuoto tra quei 2 palazzi non può essere un caso. Poi esce la luce.
Quello splendido palazzo con le case di ringhiera che sta sullo sfondo non può essere coperto. La bellezza fa così. Si palesa nel vuoto.
Quel sentimento è un liquido che diventa gelatina. è cera. Evidenza che, adesso, non lo vedo.
C'è il vuoto però e non può esser così male.
Sfasciare un focolare e costruirne uno tutto nuovo.
C'è gente che si commuoverebbe di fronte ad una scena del genere. Non c'è nulla di metaforico. è solamente brutto veder cadere gli spigoli contro i quali si è sbattuta la testa per almeno una ventina di volte durante l'infanzia.
Basta scendere tre scale qui. Tre scale difficili da fare perché sono larghe. A nessuno piacciono le scale larghe. Sono fastidiose esattamente come quelle strette. Questo io non lo dovrei sapere. Ho ancora ginocchia buone e le scale dovrebbero essere tutte uguali per me. Me ne accorgerò col tempo di quanto siano fastidiose. Mia nonna se ne lamentava sempre.
Io le scendo con una media di 2 volte al mese.
Entro e tutto finisce.
Molto meglio scenderne e salirne 300 della misura giusta. le 300 scale di Milano che adesso restano perfettamente pulite perché nessuno ci passa più. La tromba delle scale ha perso la propria presunta verginità. Ci hanno infilato in mezzo un meraviglioso aggeggio fatto di vetro e ingranaggi. Non ricordo chi lo abbia detto ma è proprio vero che la mente si impressiona con immagini che la circondano che tendono ad essere idee indotte da luoghi comuni cinematografici o letterari. Il cadavere sulla pozza di sangue sarebbe stato benissimo in fondo alla tromba delle scale.
Non avevo nessuno da ammazzare.
Ci avrei buttato un libro di Primo Levi.
Si sarebbe sentito perfettamente a proprio agio a volar giù in mezzo agli scorrimano. Quel libro ricorda ancora di quando fu proprio Primo a scavalcare il parapetto e a volar giù sognando.
Io lo guarderei il suo cadavere su dal quarto piano e con fare beffardo direi: "Se questo è un uomo..." per poi scoppiare in una fragorosa risata che rimbomberebbe per tutto il palazzo, supererebbe le vetrate liberty per arrivare fino al cortile interno.
Hanno rubato una bicicletta in quel cortile.
L'altro giorno al cancello era attaccato un cartello: "A chi ha rubato la mia bicicletta: BASTARDO! TANTO FINISCI SOTTO A UN TRAM!!!".
Tanta poesia in un posto soltanto può far al cuore.
Tutti scrivono cartelli in quel palazzo. Persino quello che vieta ai minori di dodici anni di entrare in ascensore senza Escort.
Al mio ritorno la scriverò io una frase. Ne sceglierò una insolita ma perfetta per quella tromba delle scale:
Tutte le ragazze sono strane, o per un verso o per un altro, e se una non è strana vuol dire che è più strana delle altre, appunto perché è fuori quota.
Estate iniziata da pochi giorni. Non devo essere io a farvelo notare. Ci pensa già il sole battente.
Per persone malinconiche represse come me questa è precisamente la stagione del paradosso. La stagione in cui distrarre la malinconia diventa in assoluto più difficile. Allora le racconto barzellette, alla malinconia, cerco di distrarla, la porto a fare shopping, la coccolo, la faccio perdere in mille sciocche storielle sperando che puf svanisca.
Ma questa stagione accidentaccio è piena di spunti nostalgici. E quella malinconia persiste guardando con aria di sufficienza quel buffo clown che si agita al fine di distrarla.
La nuova frontiera dello spleen trova quasi consolanti le foglie morte. In Autunno e in Inverno c'è una specie di solidarietà che la natura condivide con la nostalgia e lo stato d'animo. Una specie di compassione che cade dall'alto e che non ha la pretesa di pretendere una reazione. Una foglia che cade, un temporale e un tuono diventano facilmente una specie di consolante abbraccio universale
Ma i fiori, i profumi, il sole..beh..io non li posso accettare. Si prendono gioco di me.
L'ho vista quella margherita beffarda ridere alle mie spalle con il suo muso giallo e i capelli bianchi.
Questo clima gioviale non mi appartiene. Avrei voluto stringere in mano almeno ancora un po' di primavera. La primavera degli inizi.
Lo dico sempre che il mio mese preferito è Febbraio.
Nessuno se lo ricorda mai, perchè tutti sono presi dall'amare Maggio.
Maggio mi piace anche ogni tanto. A patto che non sia troppo allegro o troppo triste. Potrei perdermi negli eccessi.
Mi viene l'ansia ad essere troppo felice.
Ad ogni modo al momento non c'è pericolo. In un senso o nell'altro. Quest'ultima è la classica dichiarazione che compatirei.
"Ci sono due specie di persone.
Ci sono quelli che vivono,giocano e muoiono.
Ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.
Ci sono gli attori.
Ci sono i funamboli...."
Ecco.
Ricomincia a fare un altro dei suoi patetici discorsi per nulla fantasiosi.
Ricomincia a farci bere quel succo denso di luoghi comuni e robe già dette.
Se ne sta sdraiata sul letto seduta vicino ai suoi occhiali rosa e inizia sempre a vomitar giù parole convinta di poter cambiare il mondo.
Non lo capisce che la cosa più saggia che può fare è prenderlo così com'è. tutto.
Credo di riuscire a prendere decisioni sagge.
Non saprebbe nemmeno spiegare perchè sono sagge ma è convinta che lo siano e che quando avrò 40 anni magari riuscirà a trovare una spiegazione.
Dev'essere la vicinanza dell'estate che la porta ad essere leggera. A non caricare cose persone e automobili di un qualcosa che vada oltre l'indispensabile.
Nessuno si vergogna più di dire ciò che pensa, nessuno è più interessato a lanciare messaggi ambigui o messaggi per cui c'è qualcosa sotto da scoprire- analizzare vedere e interpretare.
Tutto è così come viene detto.
E io mi sono stancata di scrivere